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	<description>Fotografia paesaggistica</description>
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		<title>Ad ognuno la propria realtà</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 12:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[PENSIERI DI LUCE]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri di luce]]></category>
		<category><![CDATA[realtà]]></category>

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		<description><![CDATA[...So bene che questo articolo non sarà condiviso da tutti (per fortuna! Pensate che noia se tutti la pensassimo allo stesso modo!), Tocca un argomento molto soggettivo e pieno di sfumature, però ho piacere di scriverlo! Iniziamo…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">So bene che questo articolo non sarà condiviso da tutti (per fortuna! Pensate che noia se tutti la pensassimo allo stesso modo!), Tocca un argomento molto soggettivo e pieno di sfumature, però ho piacere di scriverlo! Iniziamo…</p>
<p style="text-align: justify;">Che cosa è per voi la realtà?</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta sembrerebbe apparentemente molto semplice, la realtà è quella che vediamo con i nostri occhi!</p>
<p style="text-align: justify;">Bene, per i meno scrupolosi e per chi non ha voglia di ammattirsi troppo su argomenti che trattano più la filosofia che la fotografia, la risposta che ho appena dato è senza ombra di dubbio vera e non c’è bisogno di altre spiegazioni, punto.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece a me piace vedere oltre questa risposta e condividere il mio pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra vista è binoculare (non ci avevate mia pensato vero?) e vi dico ancora di più, l’immagine del mondo che noi vediamo è indefinita ai bordi, infatti i nostri occhi sono in grado di mettere a fuoco solo una piccola parte, il resto dell’immagine il nostro cervello la “ricostruisce” grazie alla visione periferica.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa spiegazione anche se può sembrare assurda ci fa capire che le immagini che noi otteniamo con le nostre reflex (e che devono essere super nitide al centro come ai bordi) non sono affatto quello che noi vediamo con i nostri occhi, se poi oltre al discorso della percezione visiva ci avviciniamo soltanto al vasto mondo del colore, in cui i gusti, esperienze personali, accostamenti di colori cambiano la percezione del colore allora possiamo arrivare alla conclusione che la realtà non è fotografabile ma solo osservabile!</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente affermazione molto drastica ma in cui io credo fermamente!</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi quando si parla di colori troppo saturi, di tempi troppo lunghi e si afferma che questi elementi stravolgono la foto allontanarla dalla nostra percezione visiva ci si rende conto che sono affermazioni senza dubbio giuste (spesso la saturazione è abusata) ma che rimangono sempre osservazione soggettive.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando esco a far foto, il mio primo pensiero non è tanto riprodurre fedelmente quello che ho visto (anche perché come dicevo la realtà non è fotografabile) ma usare le tecniche fotografiche (compresa post produzione) per cercare di rivivere in parte l’emozione che ho avuto sul luogo</p>
<p style="text-align: justify;">Come dicevo all’inizio, questo è un argomento molto soggettivo e sicuramente questo mio pensiero può sembrare estremo e privo di senso ma credo sia giusto così alla fine ognuno fotografa la propria realtà!</p>
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		<title>Cascate del Sasso</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 11:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[RACCONTA FOTO]]></category>
		<category><![CDATA[Cascate del Sasso]]></category>
		<category><![CDATA[raccontafoto]]></category>

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		<description><![CDATA[...Innanzitutto incomincio dicendo che è più di un mese che non riesco a fare un’uscita fotografica, l’unica cosa che son riuscito a fare in questo mese è organizzare un sacco di uscite in luoghi che ancora non conosco…quindi nei prossimi periodi il sito e il blog saranno aggiornati meno frequentemente...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/337_illusione.jpg"></a><a href="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/337_illusione1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-259" title="337_illusione" src="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/337_illusione1.jpg" alt="" width="650" height="440" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo una lunga assenza, causa impegni vari, torno ad aggiornare il blog!</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto incomincio dicendo che è più di un mese che non riesco a fare un’uscita fotografica, l’unica cosa che son riuscito a fare in questo mese è organizzare un sacco di uscite in luoghi che ancora non conosco…quindi nei prossimi periodi il sito e il blog saranno aggiornati meno frequentemente, prevedo (ma soprattutto spero) che a Settembre aggiornerò il tutto con nuove foto e articoli!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ora vi vorrei parlare delle Cascate del Sasso!</p>
<p style="text-align: justify;">Si trovano nelle vicinanze di Sant’Angelo in Vado (PU) o meglio sono proprio attaccate alla zona industriale di questo paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto che siano così vicine alle fabbriche gli fa perdere molto dello spirito “Selvaggio”, però proprio il loro più grande difetto è allo stesso tempo il loro aspetto più interessante.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso si va alla ricerca di luoghi sconosciuti ai più, si cerca posti appunto selvaggi (che hanno quel fascino che a parer mio sta diventando un po’ troppo “di moda”) e sempre più spesso si scartano luoghi che sono troppo vicini a zone abitate o comunque a zone in cui la presenza dell’uomo è importante.</p>
<p style="text-align: justify;">Io in prima persona ammiro la sensazione che si prova a stare in luoghi selvaggi, ma credo che la fotografia paesaggistica non si debba fermare a questo, ci sono luoghi in cui la presenza dell’uomo convive bene con la natura e anche questi paesaggi hanno il loro fascino.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cascate del Sasso invece sono uno di quei luoghi in cui gli estremi dei due mondi (quello umano e quello della natura) vivono insieme, sentire il rumore delle fabbriche mischiato e a volte sovrastato dal suono delle cascate e una sensazione particolare!</p>
<p style="text-align: justify;">Queste cascate non sono tanto conosciute, anche se sono considerate tra le 10 cascate naturali più alte d’Italia, dopo lo scioglimento delle nevi la portata è davvero ampia e alcune posizioni sono poco raggiungibili o almeno è meglio proteggere la propria attrezzatura fotografica.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa foto è stata fatta a Settembre per cui la portata è ai minimi livelli e quindi se da una parte la foto non documenta la grandezza reale delle cascate con poca acqua si riescono a vedere meglio i giochi creati dall’acqua e le rocce, poi a metà Settembre il Sole nasce in una posizione favorevole e mi ha permesso di avere la prima luce del mattino su una parte delle cascate.</p>
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		<title>Libri fotografici</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 16:23:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[PENSIERI DI LUCE]]></category>
		<category><![CDATA[libiri fotografici]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri di luce]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo articolo (che verrà costantemente aggiornato) elencherò i libri collegati alla fotografia che ho letto, oltre ai dati precisi del libro aggiungerò un mio pensiero personale.

 ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo articolo (che verrà costantemente aggiornato) elencherò i libri collegati alla fotografia che ho letto, oltre ai dati precisi del libro aggiungerò un mio pensiero personale.</p>
<p><strong>-           FIRST LIGHT di JOE CORNISH casa editrice ARGENTUM</strong></p>
<p><strong><em>160 pagine colori – inglese</em></strong></p>
<p>Non è il primo libro che ho letto, ma fin’ora è testato il libro che più mi è piaciuto, non solo per le fotografie che potete vedere al suo interno ( è stampato ottimamente) ma sopratutto nel modo in cui l’autore spiega il processo che sta dietro ad ogni scatto.</p>
<p>Non vi aspettate molte nozioni tecniche, questo libro non è un manuale di fotografia, è indirizzato maggiormente alle emozioni che può trasmettere la fotografia di paesaggio.</p>
<p><strong>-           100 WAYS TO TAKE BETTER LANDSCAPE PHOTOGRAPHY di GUY EDWARDS</strong></p>
<p><strong><em>144 pagine colori – inglese</em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Sinceramente il titolo non mi ispirava più di tanto, solitamente titoli del genere (tipo, diventa fotografo in 24h) mi sembrano molto da presa in gir, tuttavia devo ammettere che è stato un libro valido. In questo caso sono presenti più nozioni tecniche e quindi il libro risulta un po’ pesante nell’essere letto.</p>
<p>Alcuni accorgimenti sono davvero interessanti, altri possono sembrare un po’ più banali ma non da trascurare.</p>
<p><strong>-           LA COMPOSZIONE FOTOGRAFICA di BRYAN PETERSON</strong></p>
<p><strong><em> 141 pagine colori – italiano</em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La composizione nella fotografia è una argomento molto vasto e di non facile descrizione, tu    tuttavia l’autore riesce a descrivere il tema in maniera sobria e mai “noiosa” spiegando e motivando il motivo delle sue scelte, questo è stato uno dei libri che ho letto con più facilità nonostante la complessità dell’argomento</p>
<p><strong>-           FOTOGRAFIA NOTTURNA E TECNICA DIGITALE DI PETER COPE</strong></p>
<p><strong><em>125 pagine colori –italiano</em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Solitamente quando inizio un libro cerco di finirlo anche se non mi piace, questo ho finito di leggerlo ma quanta fatica.</p>
<p>Non era il libro che cercavo, si parla si di fotografia notturna ma il libro è più incentrato sulla post produzione da eseguire e non tanto su tecniche da usare in situazione di luce scarsa.</p>
<p>IN AGGIORNAMENTO</p>
<p><em>NOTE: Ovviamente il mio parere sui libri è strettamente personale e non vuole offendere in nessun modo l’operato dell’autore.</em></p>
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		<title>I segni del vento</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 11:54:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[RACCONTA FOTO]]></category>
		<category><![CDATA[I segni del vento]]></category>
		<category><![CDATA[lunghe esposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[raccontafoto]]></category>

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		<description><![CDATA[...Le lunghe esposizioni mi hanno sempre colpito, l’effetto che si può avere sull’acqua e su tanti altri soggetti mi affascina.
Sicuramente le foto con tempi di posa molto lunghi alterano il concetto di realtà, la foto non riproduce quello che vediamo, ma non è questo il punto...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/377_segni_vento.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-228" title="I segni del vento" src="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/377_segni_vento.jpg" alt="segni_vento" width="650" height="444" /></a></p>
<p>Le lunghe esposizioni mi hanno sempre colpito, l’effetto che si può avere sull’acqua e su tanti altri soggetti mi affascina.</p>
<p>Sicuramente le foto con tempi di posa molto lunghi alterano il concetto di realtà, la foto non riproduce quello che vediamo, ma non è questo il punto le lunghe esposizioni a mio parer non servono per avere una rappresentazione fedele della realtà (che comunque rimane sempre una cosa altamente soggettiva) in questo caso dobbiamo pensare a quello che vorremmo vedere.</p>
<p>Il mare piatto, che spesso assomiglia ad una tavola di svariati colori, le nuvole che assumono una forma bizzarra, tutti i movimenti che avvengono durante l’esposizione sono registrati.</p>
<p>Ma quello che più mi attira delle lunghe esposizioni è una cosa più personale, il vento ha da sempre coltivato in me forti emozioni, le sensazioni che provo quando sono all’aria aperta e sento il vento sono sempre difficile da descrivere, può sembrare sciocco ma a me il vento è sempre piaciuto!</p>
<p>Tuttavia a livello fotografico è uno dei fenomeni più difficili da rappresentare, in questo le lunghe esposizioni mi aiutano a rendere maggiormente l’idea dei segni che il vento lascia sul paesaggio.</p>
<p>Da gennaio (dopo parecchie ricerche in internet) sono riuscito ad acquistare il filtro B+W 110ND, un filtro estremo che toglie ben 10 stop!, quando mi è arrivato il pacco ero molto contento, finalmente potevo usare questo filtro.</p>
<p>L’entusiasmo è calato la prima volta che ho provato questo filtro, una volta montato è come avere il tappo davanti all’obbiettivo, se guardate nel mirino vedrete un rettangolo nero! Quindi composizione, montaggio dei filtri e tutto il resto deve essere fatto tenendo conto che una volta che avrete montato questo filtro non vedrete nulla!</p>
<p>Per questa foto scattata alla baia della Vallugola mi son comportato in questo modo:</p>
<p>Sono arrivato sul luogo molto tempo prima dello scatto, considerate che questo filtro vi farà avere tempi di scatto raramente al di sotto dei 250 secondi, quindi le foto scattate saranno sostanzialmente poche (che dal mio punto di vista non è un difetto).</p>
<p>Dopo aver studiato quale composizione era meglio per quel tipo di giornata, ho fatto uno scatto di prova montando esclusivamente il polarizzatore e un filtro digradante. ottenendo questo:</p>
<p><a href="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/387_segni_vento_soft.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-229" title="Segni_vento_soft" src="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/387_segni_vento_soft.jpg" alt="" width="450" height="306" /></a></p>
<p>Quando era arrivata l’ora di preparare lo scatto sono ritornato sullo stesso luogo, ho scelto al stessa composizione e da questo momento in poi non ho più mosso ne la reflex ne il treppiedi, ho montato l’holder e ho optato per un digradante hard da 3 stop, dopo aver posizionato il filtro digradante come reputavo meglio ho staccato l’holder senza però spostare il filtro digradante, poi ho montato il filtro B+W e rimontato l’holder con il digradante facendo attenzione a non spostare quest’ultimo.</p>
<p>Per quanto riguarda l’esposizione invece, una volta che avevo montato tutti i filtri ho impostato l’obbiettivo alla massima apertura e impostato il valore massimo degli ISO, seguendo le indicazione dell’esposimetro ho impostato il tempo, sovraesponendo di circa 1 stop, in seguito ho letto l’istogramma e impostato gli iso a 100 e l’apertura del diaframma che desideravo, poi ho calcolato quanti stop di iso e di diaframma avevo “sottratto” e gli ho aggiunti al valore del tempo.</p>
<p>Una volta finito di fare il calcolo speravo di aver sbagliato, ma lo rifeci è il tempo calcolato era di 530 secondi! Quindi dovevo stare per circa 9 minuti fermo ad aspettare! Mi misi l’anima in pace e feci partire l’esposizione, il brutto è che dopo questi 9 minuti la foto era chiaramente sottoesposta, quindi rifeci l’esposizione questa volta aggiungendo 20 secondi, quindi in totale 550 secondi, questa volta la foto era esposta meglio (qualche secondo in più non avrebbe guastato).</p>
<p>Il processo per fotografare con questo filtro può sembrare molto difficile e perditempo, ma una volta che si impara ad usare il calcolo dell’esposizione viene automatico, anche se bisogna tenere conto del difetto di reciprocità.</p>
<p>Uno dei difetti di questo filtro è che può rendere molto foto simili, quindi è facile fare foto che si assomigliano tra loro, tuttavia le possibilità che dà sono davvero interessanti.</p>
<p>Ps:quando avete in mente di usarlo, portatevi con voi un libro o della musica avrete tempo di leggere o ascoltare!</p>
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		<title>Forum VS Libri</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 09:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[PENSIERI DI LUCE]]></category>
		<category><![CDATA[Forum]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri di luce]]></category>

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		<description><![CDATA[...n realtà quest’articolo non vuole essere una sfida, ma un semplice confronto.Incomincio dicendo che la giusta fusione di questi due “mezzi” sia l’ideale, in questo modo si riesce a sfruttarne le possibilità che mettono a disposizione entrambi.I forum li ho conosciuti un po’ di anni fa, grazie alla segnalazione di un mio amico appassionato anch’esso di fotografia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In realtà quest’articolo non vuole essere una sfida, ma un semplice confronto.Incomincio dicendo che la giusta fusione di questi due “mezzi” sia l’ideale, in questo modo si riesce a sfruttarne le possibilità che mettono a disposizione entrambi.I forum li ho conosciuti un po’ di anni fa, grazie alla segnalazione di un mio amico appassionato anch’esso di fotografia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio approccio iniziale è stato molto positivo, pensavo che era bello poter discutere di fotografia con persone che avevano la tua stessa passione ed i primi tempi sono riuscito a carpire numerose nozioni (sia tecniche che pratiche).</p>
<p style="text-align: justify;">Postare le proprie foto all’interno dei forum mi ha aiutato parecchio (anche se non si finisce mai di migliorarsi), soprattutto mi ha permesso di notare alcune cose che non avrei visto, credo che questo sia il punto migliore dei Forum…L’immediatezza. Se vuoi un parere su di una foto o se vuoi un informazione dettagliata, in poco tempo l’avrai (più o meno giusta).Ma allo stesso tempo credo che sia anche uno dei maggiori punti a sfavore dei forum, proprio l’istantaneità in cui si possono avere informazioni fa credere che si possa imparare in fretta, magari addirittura evitando di leggere libri.</p>
<p style="text-align: justify;">Io non sono d’accordo, quello che riceviamo dai forum sono delle pillole che di volta in volta ci vengono date, ma queste pillole non hanno nessun nesso logico, magari possiamo vedere che una determinata macchina lavora bene ad alti iso ma ancora non sappiamo le regole basi dell’esposizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste “pillole” possono trarci in inganno, ci fanno sembrare che in poco tempo diventiamo esperti, quando in realtà l’esperienza si ottiene dopo tanti scatti (e occasioni perse) e soprattutto dopo aver letto tanto tanto tanto tanto….</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei tanti pregi dei libri è proprio quello di avere una logica, partono dalle basi per arrivare a tecniche più avanzate, come possiamo capire cos’è un HDR se ancora non abbiamo capito il concetto di STOP nella fotografia?</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente il libro è meno immediato, più costoso e a volte anche di non facile comprensione, ma credo che potrà mai essere sostituto dai forum, sia che sia un libro che tratta un determinato argomento (per esempio la composizione) sia che sia un libro illustrativo, è come confrontare la stessa foto stampata e vista ad un monitor, per me non ci sono paragoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente come in molte altre cose, ognuno ha il suo pensiero (che non è uguali per tutti) e magari è riuscito a comprendere molto più cose in un forum di quante ne ha comprese in un libro, ma sinceramente ho i miei dubbi che chi ha letto First Light di Joe Cornish o l’occhio del fotografo di Michael Freman (solo per citarne alcuni, ci vorrebbe un articolo intero per parlare solo dei libri) dica ancora che i forum hanno sostituito i libri…e io sono uno di quelli!</p>
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		<title>Eppur si vive</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 09:34:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[RACCONTA FOTO]]></category>
		<category><![CDATA[Eppur si vive]]></category>
		<category><![CDATA[Monte Nerone]]></category>
		<category><![CDATA[raccontafoto]]></category>

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		<description><![CDATA[...Ci sono alcune foto che rimangono nei nostri ricordi meglio di altre
Magari sono foto di un luogo a noi particolarmente caro, oppure foto fatte in situazioni particolari.
Questa è sicuramente una di quelle foto...
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/eppur-si-vive.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-203" title="eppur-si-vive" src="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/eppur-si-vive.jpg" alt="eppur-si-vive" width="650" height="440" /></a></p>
<p>Ci sono alcune foto che rimangono nei nostri ricordi meglio di altre.</p>
<p>Magari sono foto di un luogo a noi particolarmente caro, oppure foto fatte in situazioni particolari.</p>
<p>Questa è sicuramente una di quelle foto.</p>
<p>Nell’Inverno del 2008/2009 la neve è stata abbondante non solo in alta Italia ma anche nelle vette appenniniche, però per vari motivi non ho avuto molte occasioni per uscire a fotografare.</p>
<p>Verso la fine di febbraio la neve era presente solo ad alte quote, e una volta che si sarebbe sciolta avrei dovuto aspettare il prossimo inverno per fare qualche scatto “invernale”, quindi il Venerdì decisi che la  Domenica sarei andato a fotografare.</p>
<p>Qualche settimana prima, dopo un giro di “perlustrazione” avevo notato due punti interessanti nel Monte Nerone, dove il vento e la neve avevano creato delle forme che avrei voluto fotografare.</p>
<p>Le previsioni non avevano messo un bel tempo, dovrebbe essere stato nuvoloso (al massimo qualche schiarita) quasi tutto il giorno, nonostante questo decisi comunque di andare (anche perché non avrei avuto molte altre occasioni quell’Inverno). La mattina appena svegliato esco e guardo il cielo…come da previsioni, completamente nuvoloso.</p>
<p>Un po’ sconsolato dopo fatto colazione, carico tutta l’attrezzatura in macchina e parto per il Monte Nerone; una delle sensazioni più belle che provo quando vado a fotografare all’alba e la calma che c’è nelle strade….a volte passano chilometri prima di incontrare altri fari!</p>
<p>Mancava poco all’alba e già ero arrivato in uno dei luoghi che avevo “adocchiato” precedentemente, ma purtroppo le nuvole erano troppo fitte e non hanno lasciato passare nemmeno un raggio di Sole, intanto il tempo passava (ma le nuvole rimanevano sempre tali) e incominciavano ad arrivare le prime persone dirette agli impianti sciistici, purtroppo il tempo non era stato dalla mia parte e con un po’ di rammarico decisi di tornare a casa, sistemai tutta attrezzatura nello zaino ed entrai in macchina.</p>
<p>Prima di partire però, decisi di andare verso gli impianti sciistici in cerca di qualche spunto per eventuali scatti futuri, una volta arrivato in quel versante notai subito un albero solitario che si trovava poco sopra gli impianti, ma in una collina “abbandonata” dove nessuno sciava, visto che mi trovavo li decisi di provare qualche scatto, allora preparai nuovamente tutto quanto.</p>
<p>Ero intenzionato a fare qualche scatto al tronco dell’albero e sullo sfondo mettere la neve ma quando ero quasi arrivato alla base dell’albero il Sole trovò uno squarcio lasciato dalle nubi, l’alberò proiettava la sua ombra sulla neve, allora feci qualche passo indietro e, sapendo che non avrei avuto molto tempo a disposizione, curai al massimo la composizione e ho sottoesposto leggermente per evitare di bruciare le molte parti bianche, riuscii a fare pochi scatti, poi il Sole tornò a nascondersi dietro alle nuvole.</p>
<p>Ero partito con l’idea di fare una foto totalmente diversa da questa, volevo un primo piano con delle textur molto presenti e un cielo interessante, ma la situazione di luce non me lo ha permesso, però d’altra parte ho potuto fare una tra le foto a cui sono più affezionato, l’albero solitario (e inoltre spoglio) risaltava benissimo contro lo sfondo chiaro formato da neve e cielo, inoltra quei raggi di luce che hanno illuminato l’albero hanno reso possibile che la sua ombra era ben visibile sulla neve aggiungendo così una maggiore tridimensionalità alla scena.</p>
<p>Pochi elementi molto intensi che mi hanno subito mandato un messaggio chiaro, nonostante tutto (freddo, solitudine ecc…) si va avanti!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Premeditazione e improvvisazione&#8230;gli opposti si attraggono</title>
		<link>http://www.fabiophoto.it/blog/2009/pl/premeditazione-e-improvvisazione-gli-opposti-si-attraggono/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 09:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[PENSIERI DI LUCE]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia paesaggistica]]></category>
		<category><![CDATA[improvvisazione]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri di luce]]></category>
		<category><![CDATA[premeditazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Premeditazione e improvvisazione, gli opposti si attraggono
Un articolo che spiega  queste due "fasi" nella fotografia paesaggistica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come facciamo a fotografare un luogo se non lo conosciamo? E come facciamo a fotografarlo se non ci emoziona?</p>
<p>Questi due “elementi” nella fotografia paesaggistica (ma non solo) sono totalmente differenti eppure riescono a “convivere” perfettamente.</p>
<p>Incominciamo con la Premeditazione:</p>
<p>Lo studio del luogo è essenziale, conoscere la posizione del Sole in un determinato momento della giornata (e dell’anno) ci aiuta a capire come il nostro soggetto, o quello che lo circonda, venga illuminato.</p>
<p>Lo studio della situazione metrologica (nuvolosità, venti, maree ecc…) è di fondamentale importanza, perché ci permette di “anticipare” il meteo stesso. Se per esempio la giornata sarà molto nuvolosa senza precipitazioni avremo disponibile una luce molto soffusa e morbida e le tridimensionalità dei soggetti saranno quasi annullate. Mentre in una giornata con un cielo terso senza nuvole la nostra attenzione può essere rivolta verso i particolari e magari potremo eliminare il cielo (o inserirlo solo parzialmente) dall’inquadratura.</p>
<p>Studiare tutti questi elementi possono fare apparire la foto troppo studiata, troppo meditata e magari le emozioni che viviamo possono passare in secondo piano, ma no reputo sia così, lo vediamo nell’improvvisazione.</p>
<p>L’improvvisazione:</p>
<p>Come detto nelle righe precedenti, lo studio del luogo è importante (anche visitare più volte lo stesso luogo), ma a volte può capitare che andiamo in un determinato posto e abbiamo in mente un determinata foto; in questo non c’è nulla di “male”, ma il fattore sorpresa è fondamentale tanto quanto quello di premeditazione.</p>
<p>Emozionarsi quando vediamo una particolare situazione di luce può essere uno stimolo per riportare questa emozione in foto, per esempio se noi siamo partiti con l’idea di fare uno scatto ampio che “racchiuda” tutti gli elementi che ci interessano di quel luogo può essere che una volta sul luogo ci colpisca la particolare forma di un ramo, di una roccia, oppure che la prima cosa che ci salta all’occhio è il riflesso di un albero su una pozzanghera formatasi grazie alle piogge dei giorni passati, insomma dovremo lasciare la nostra mente aperta a tutti gli imprevisti.</p>
<p>Queste come al solito sono considerazioni, io uso “queste tecniche” perché è il modo in cui più mi diverto a fotografare…ecco questo un elemento di fondamentale importanza, non bisognerebbe mai scordarsi che noi fotografiamo per divertimento (soprattutto chi lo fa a livello amatoriale, per i professionisti il discorso e leggermente diverso ma dello stesso “succo) e se qualche giorno usciamo a fotografare, abbiamo studiato il luogo nei minimi dettagli, una volta sul posto non troviamo nulla che ci emoziona e non riusciamo a fare lo scatto che avevamo pensato…beh vuol dire che abbiamo passato qualche ora in mezzo alla natura che non è sicuramente una brutta cosa!</p>
<p>Concludo…cogliamo l’attimo pensato! <img src='http://www.fabiophoto.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Alla prossima!</p>
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		<title>Risveglio</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[RACCONTA FOTO]]></category>
		<category><![CDATA[Campotosto]]></category>
		<category><![CDATA[raccontafoto]]></category>
		<category><![CDATA[Risveglio]]></category>

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		<description><![CDATA[...Nel Luglio del 2009 ho fatto un week-end dedicato completamente alla fotografia tra Marche e Abruzzo; ho visitato due dei parchi più belli del Centro Italia, quello dei Monti sibillini e quelle del Gran Sasso....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/305_risveglio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-144" title="Risveglio" src="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/305_risveglio.jpg" alt="Risveglio" width="650" height="440" /></a></p>
<p>Nel Luglio del 2009 ho fatto un week-end dedicato completamente alla fotografia tra Marche e Abruzzo.</p>
<p>Ho visitato due dei parchi più belli del Centro Italia, quello dei Monti sibillini e quelle del Gran Sasso.</p>
<p>Lo scatto di cui parlerò in questo articolo riguarda il Lago di Campotosto, che rientra appunto nel parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.</p>
<p>Tutte le stagioni sono ottime per fare foto paesaggistiche 8anche se l’autunno ha dalla sua le nebbie e i colori) ma uno dei “difetti” dell’estate (stagione in cui è stata scattata questa foto) sono sicuramente gli orari proibitivi dell’alba!</p>
<p>Solitamente nel periodo di Luglio il Sole sorge intorno alle 5/5.30, Questo vuol dire che tra sveglia, colazione e preparazione io mi devo svegliare circa un’ora prima dell’alba (poi in questo caso ero già sul luogo altrimenti devo mettere in conto anche il tempo per arrivare sul luogo). Fortunatamente questo week-end l’ho fatto in camper, quindi non dovevo mettere in conto lo spostamento.</p>
<p>Partiti alla notte di Venerdì siamo arrivati poco prima dell’alba alle piane di Castelluccio dove abbiamo trascorso tutta la giornata fino al tramonto, dopodiché quando già era buio, abbiamo deciso di partire e passare la notte lungo il lago di Campotosto.</p>
<p>E Qua incomincia l’avventura ( o la disavventura dipende dai punti di vista.)</p>
<p>Forse per la stanchezza, o forse per la troppa fiducia nel navigatore satellitare fatto sta che abbiamo seguito pari pari quello che diceva il “fedele” compagno di viaggio, il dubbio che avevamo sbagliato strada ci è venuto quando ci siano ritrovato a guidare in una strada stretta e abbastanza malridotta, con sassi e tronchi lungo la corsia, essendo la strada veramente stretta eravamo impossibilitati a fare manovra e tornare indietro, quindi abbiamo continuato con la speranza che questa strada si congiungesse con un&#8217;altra. Guardando la mappa nel navigatore ci siamo resi conto che prima di un incrocio con un&#8217;altra strada dovevamo guidare per parecchi chilometri.</p>
<p>Dopo parecchie ore e chilometri arriviamo finalmente in vista del lago, passiamo anche per il paesino di Campotosto (qui sono ancora ben visibili i segni del devastante terremoto del 6 Aprile), poi appena troviamo un punto interessante per fotografare l’alba ci fermiamo e crolliamo nei nostri letti.</p>
<p>La mattina seguente la sveglia suona alle 04.30, Io ero davvero stanco avevo dormito poche ore, quindi considerando che ero molto vicino al luogo in cui volevo fotografare decido che restare dieci minuti in più nel letto non sia una brutta idea…già…dici minuti non erano una brutta idea, ma un’ora in più era una pessima idea! Mi sveglio e noto che la luce fuori è quella di mattina presto, non quella prima dell’alba! Un po’arrabbiato con me stesso mi vesto e scendo nelle rive del lago…immagino che l’alba sia stata molto bella, l’aria è limpida e ci sono alcune nuvole nel cielo…</p>
<p>Nonostante sia estate, il giubbotto, cappello e guanti sono risultati davvero comodi ( soprattutto caldi), usando la bussola mi rendo conto dove il Sole si sposterà, quindi trovo un posto lungo la riva dove è presente un piccolo rigagnolo d’acqua, aspetto che il Sole che appare dietro le montagne illumini un po’ di costa, e faccio alcuni scatti…Ecco il mio RISVEGLIO di quel giorno!</p>
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		<title>BENVENUTI&#8230;WELCOME&#8230;BIENVENUE&#8230;WILLKOMMEN</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 09:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[INDICE]]></category>
		<category><![CDATA[benvenuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla fine ho ceduto anche io, la “blogghite” è passata anche dalle mie parti. L’idea di aggiungere un blog al sito è derivata dal fatto che mi piaceva descrivere le emozioni che ho provato durante le uscite fotografiche, per quanto riguarda la biografia, le gallerie e il resto vi rimando al mio sito, www.fabiophoto.it. Attualmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine ho ceduto anche io, la “blogghite” è passata anche dalle mie parti.</p>
<p>L’idea di aggiungere un blog al sito è derivata dal fatto che mi piaceva descrivere le emozioni che ho provato durante le uscite fotografiche, per quanto riguarda la biografia, le gallerie e il resto vi rimando al mio sito, <a href="../../../../../../">www.fabiophoto.it</a>.</p>
<p>Attualmente il blog ha due sezioni “Raccontafoto” e “Pensieri di luce”.</p>
<p>In &#8220;RACCONTAFOTO&#8221; racconterò tutti i retroscena (intesi soprattutto come emozioni) di alcune mie foto.</p>
<p>In &#8220;PENSIERI DI LUCE&#8221;  invece, ogni tanto scriverò a riguardo dei temi che riguardano la fotografia, non saranno di carattere tecnico ma, seguendo la sezione &#8220;Raccontafoto” saranno soprattutto di carattere emozionale…</p>
<p>Bene…ora vi ho spiegato come sarà caratterizzato il blog…adesso non vi resta che leggere…buon proseguimento&#8230;</p>
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		<title>Fotografare è&#8230;</title>
		<link>http://www.fabiophoto.it/blog/2009/pl/prova-pensieri/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 00:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[PENSIERI DI LUCE]]></category>
		<category><![CDATA[fotografare]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri di luce]]></category>

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		<description><![CDATA[… Si, potrei dire che deriva dal greco e significa “scrivere con la luce”, ma questo dice tutto (la Luce è l’elemento base di ogni tipo di fotografia) e non dice niente… Mi ricorderò sempre un fatto accaduto durante un viaggio a Parigi: Durante il viaggio di ritorno (pullman!!) un signore che durante i giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>…</p>
<p>Si, potrei dire che deriva dal greco e significa “scrivere con la luce”, ma questo dice tutto (la  Luce è l’elemento base di ogni tipo di fotografia) e non dice niente…</p>
<p>Mi ricorderò sempre un fatto accaduto durante un viaggio a Parigi:</p>
<p>Durante il viaggio di ritorno (pullman!!) un signore che durante i giorni trascorsi nella capitale francese mi aveva spesso visto con la reflex in mano mi chiese</p>
<p>&lt;sei un fotografo professionista?&gt;</p>
<p>Io gli risposi</p>
<p>&lt;No, sono “solo” un amatore lo faccio per passione&gt;</p>
<p>&lt;Ah ecco…e che tipo di foto fai?&gt;</p>
<p>&lt;Mi piace soprattutto la fotografia paesaggistica…&lt;</p>
<p>Lui un po’ sorpreso mi chiese in che cosa consisteva questo tipo di fotografia e dopo che gli avevo spiegato a grandi linee che cosa era, sorridendo mi rispose</p>
<p>&lt;strano…quando penso a un fotografo me lo immagino sempre che faccia foto a matrimoni ecc…&gt;</p>
<p>Ora sicuramente le parole non saranno stata identiche a quelle scritte da me, ma il concetto è quello…</p>
<p>Inoltre credo che questo sia successo non solo a me ma anche ad altri fotografi che fanno (sia per professione che per passione) un altro tipo di fotografia da quella “classica” (uh&#8230;.che brutta parola)</p>
<p>Più penso a quel <em>colloquio</em> e più mi rendo conto che se formulata in maniera differente, quella domanda sarebbe davvero molto interessante… una domanda del tipo CHE COSA VUOL DIRE FOTOGRAFARE PER TE? …vedete a questa domanda non c’è una immediata risposta come nel caso precedente!</p>
<p>No perché non sappiamo perché fotografiamo ma perché dobbiamo guardare più a fondo dei nostri pensieri e sentimenti per trovare la risposta…</p>
<p>Fotografare non è semplicemente prendere una macchina fotografica e scattare… secondo me c’è un meccanismo dietro di emozioni e istinti che non ci accorgiamo nemmeno che ci sono e controllando queste emozioni e istinti riusciremo a trasmettere in foto le nostre emozioni…</p>
<p>Se per esempio prendiamo la fotografia naturalistica, ci accorgiamo che molti hanno incominciato a fotografare spinti dalla passione per la Natura,  prima delle ore passate sui libri a capire che cosa sono diaframmi, ISO e company…ci sono tantissime ore passate in mezzo alla natura e altrettante ore passate a studiare il soggetto delle nostre fotografie… Quindi capiamo che fotografare non vuol dire solamente scrivere con la luce, quello è il significato e non dobbiamo mai scordarlo, ma prima di scrivere con la luce dobbiamo  emozionarci (tutti i tipi di emozioni) e dobbiamo essere bravi (ed avere le adeguate conoscenze tecniche, che comunque non dovranno mia diventare paranoie tecniche) a trasmettere nella foto la nostra emozione…</p>
<p>Questo è un articolo che volevo scrivere da tanto tempo e non facile da mettere in un blog, innanzitutto perché si rischia di farlo troppo lungo, ma anche perché è un argomento molto soggettivo e che può avere numerose sfumature…</p>
<p>Quindi riassumendo, Fotografare è……</p>
<p>Beh adesso tocca a voi… <img src='http://www.fabiophoto.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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