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	<title>Fabiophoto.it &#187; improvvisazione</title>
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	<description>Fotografia paesaggistica</description>
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		<title>Premeditazione e improvvisazione&#8230;gli opposti si attraggono</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 09:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[PENSIERI DI LUCE]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia paesaggistica]]></category>
		<category><![CDATA[improvvisazione]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri di luce]]></category>
		<category><![CDATA[premeditazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Premeditazione e improvvisazione, gli opposti si attraggono
Un articolo che spiega  queste due "fasi" nella fotografia paesaggistica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come facciamo a fotografare un luogo se non lo conosciamo? E come facciamo a fotografarlo se non ci emoziona?</p>
<p>Questi due “elementi” nella fotografia paesaggistica (ma non solo) sono totalmente differenti eppure riescono a “convivere” perfettamente.</p>
<p>Incominciamo con la Premeditazione:</p>
<p>Lo studio del luogo è essenziale, conoscere la posizione del Sole in un determinato momento della giornata (e dell’anno) ci aiuta a capire come il nostro soggetto, o quello che lo circonda, venga illuminato.</p>
<p>Lo studio della situazione metrologica (nuvolosità, venti, maree ecc…) è di fondamentale importanza, perché ci permette di “anticipare” il meteo stesso. Se per esempio la giornata sarà molto nuvolosa senza precipitazioni avremo disponibile una luce molto soffusa e morbida e le tridimensionalità dei soggetti saranno quasi annullate. Mentre in una giornata con un cielo terso senza nuvole la nostra attenzione può essere rivolta verso i particolari e magari potremo eliminare il cielo (o inserirlo solo parzialmente) dall’inquadratura.</p>
<p>Studiare tutti questi elementi possono fare apparire la foto troppo studiata, troppo meditata e magari le emozioni che viviamo possono passare in secondo piano, ma no reputo sia così, lo vediamo nell’improvvisazione.</p>
<p>L’improvvisazione:</p>
<p>Come detto nelle righe precedenti, lo studio del luogo è importante (anche visitare più volte lo stesso luogo), ma a volte può capitare che andiamo in un determinato posto e abbiamo in mente un determinata foto; in questo non c’è nulla di “male”, ma il fattore sorpresa è fondamentale tanto quanto quello di premeditazione.</p>
<p>Emozionarsi quando vediamo una particolare situazione di luce può essere uno stimolo per riportare questa emozione in foto, per esempio se noi siamo partiti con l’idea di fare uno scatto ampio che “racchiuda” tutti gli elementi che ci interessano di quel luogo può essere che una volta sul luogo ci colpisca la particolare forma di un ramo, di una roccia, oppure che la prima cosa che ci salta all’occhio è il riflesso di un albero su una pozzanghera formatasi grazie alle piogge dei giorni passati, insomma dovremo lasciare la nostra mente aperta a tutti gli imprevisti.</p>
<p>Queste come al solito sono considerazioni, io uso “queste tecniche” perché è il modo in cui più mi diverto a fotografare…ecco questo un elemento di fondamentale importanza, non bisognerebbe mai scordarsi che noi fotografiamo per divertimento (soprattutto chi lo fa a livello amatoriale, per i professionisti il discorso e leggermente diverso ma dello stesso “succo) e se qualche giorno usciamo a fotografare, abbiamo studiato il luogo nei minimi dettagli, una volta sul posto non troviamo nulla che ci emoziona e non riusciamo a fare lo scatto che avevamo pensato…beh vuol dire che abbiamo passato qualche ora in mezzo alla natura che non è sicuramente una brutta cosa!</p>
<p>Concludo…cogliamo l’attimo pensato! <img src='http://www.fabiophoto.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Alla prossima!</p>
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