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	<title>Fabiophoto.it &#187; raccontafoto</title>
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	<description>Fotografia paesaggistica</description>
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		<title>Cascate del Sasso</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 11:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[RACCONTA FOTO]]></category>
		<category><![CDATA[Cascate del Sasso]]></category>
		<category><![CDATA[raccontafoto]]></category>

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		<description><![CDATA[...Innanzitutto incomincio dicendo che è più di un mese che non riesco a fare un’uscita fotografica, l’unica cosa che son riuscito a fare in questo mese è organizzare un sacco di uscite in luoghi che ancora non conosco…quindi nei prossimi periodi il sito e il blog saranno aggiornati meno frequentemente...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/337_illusione.jpg"></a><a href="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/337_illusione1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-259" title="337_illusione" src="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/337_illusione1.jpg" alt="" width="650" height="440" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo una lunga assenza, causa impegni vari, torno ad aggiornare il blog!</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto incomincio dicendo che è più di un mese che non riesco a fare un’uscita fotografica, l’unica cosa che son riuscito a fare in questo mese è organizzare un sacco di uscite in luoghi che ancora non conosco…quindi nei prossimi periodi il sito e il blog saranno aggiornati meno frequentemente, prevedo (ma soprattutto spero) che a Settembre aggiornerò il tutto con nuove foto e articoli!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ora vi vorrei parlare delle Cascate del Sasso!</p>
<p style="text-align: justify;">Si trovano nelle vicinanze di Sant’Angelo in Vado (PU) o meglio sono proprio attaccate alla zona industriale di questo paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto che siano così vicine alle fabbriche gli fa perdere molto dello spirito “Selvaggio”, però proprio il loro più grande difetto è allo stesso tempo il loro aspetto più interessante.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso si va alla ricerca di luoghi sconosciuti ai più, si cerca posti appunto selvaggi (che hanno quel fascino che a parer mio sta diventando un po’ troppo “di moda”) e sempre più spesso si scartano luoghi che sono troppo vicini a zone abitate o comunque a zone in cui la presenza dell’uomo è importante.</p>
<p style="text-align: justify;">Io in prima persona ammiro la sensazione che si prova a stare in luoghi selvaggi, ma credo che la fotografia paesaggistica non si debba fermare a questo, ci sono luoghi in cui la presenza dell’uomo convive bene con la natura e anche questi paesaggi hanno il loro fascino.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cascate del Sasso invece sono uno di quei luoghi in cui gli estremi dei due mondi (quello umano e quello della natura) vivono insieme, sentire il rumore delle fabbriche mischiato e a volte sovrastato dal suono delle cascate e una sensazione particolare!</p>
<p style="text-align: justify;">Queste cascate non sono tanto conosciute, anche se sono considerate tra le 10 cascate naturali più alte d’Italia, dopo lo scioglimento delle nevi la portata è davvero ampia e alcune posizioni sono poco raggiungibili o almeno è meglio proteggere la propria attrezzatura fotografica.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa foto è stata fatta a Settembre per cui la portata è ai minimi livelli e quindi se da una parte la foto non documenta la grandezza reale delle cascate con poca acqua si riescono a vedere meglio i giochi creati dall’acqua e le rocce, poi a metà Settembre il Sole nasce in una posizione favorevole e mi ha permesso di avere la prima luce del mattino su una parte delle cascate.</p>
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		<title>I segni del vento</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 11:54:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[RACCONTA FOTO]]></category>
		<category><![CDATA[I segni del vento]]></category>
		<category><![CDATA[lunghe esposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[raccontafoto]]></category>

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		<description><![CDATA[...Le lunghe esposizioni mi hanno sempre colpito, l’effetto che si può avere sull’acqua e su tanti altri soggetti mi affascina.
Sicuramente le foto con tempi di posa molto lunghi alterano il concetto di realtà, la foto non riproduce quello che vediamo, ma non è questo il punto...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/377_segni_vento.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-228" title="I segni del vento" src="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/377_segni_vento.jpg" alt="segni_vento" width="650" height="444" /></a></p>
<p>Le lunghe esposizioni mi hanno sempre colpito, l’effetto che si può avere sull’acqua e su tanti altri soggetti mi affascina.</p>
<p>Sicuramente le foto con tempi di posa molto lunghi alterano il concetto di realtà, la foto non riproduce quello che vediamo, ma non è questo il punto le lunghe esposizioni a mio parer non servono per avere una rappresentazione fedele della realtà (che comunque rimane sempre una cosa altamente soggettiva) in questo caso dobbiamo pensare a quello che vorremmo vedere.</p>
<p>Il mare piatto, che spesso assomiglia ad una tavola di svariati colori, le nuvole che assumono una forma bizzarra, tutti i movimenti che avvengono durante l’esposizione sono registrati.</p>
<p>Ma quello che più mi attira delle lunghe esposizioni è una cosa più personale, il vento ha da sempre coltivato in me forti emozioni, le sensazioni che provo quando sono all’aria aperta e sento il vento sono sempre difficile da descrivere, può sembrare sciocco ma a me il vento è sempre piaciuto!</p>
<p>Tuttavia a livello fotografico è uno dei fenomeni più difficili da rappresentare, in questo le lunghe esposizioni mi aiutano a rendere maggiormente l’idea dei segni che il vento lascia sul paesaggio.</p>
<p>Da gennaio (dopo parecchie ricerche in internet) sono riuscito ad acquistare il filtro B+W 110ND, un filtro estremo che toglie ben 10 stop!, quando mi è arrivato il pacco ero molto contento, finalmente potevo usare questo filtro.</p>
<p>L’entusiasmo è calato la prima volta che ho provato questo filtro, una volta montato è come avere il tappo davanti all’obbiettivo, se guardate nel mirino vedrete un rettangolo nero! Quindi composizione, montaggio dei filtri e tutto il resto deve essere fatto tenendo conto che una volta che avrete montato questo filtro non vedrete nulla!</p>
<p>Per questa foto scattata alla baia della Vallugola mi son comportato in questo modo:</p>
<p>Sono arrivato sul luogo molto tempo prima dello scatto, considerate che questo filtro vi farà avere tempi di scatto raramente al di sotto dei 250 secondi, quindi le foto scattate saranno sostanzialmente poche (che dal mio punto di vista non è un difetto).</p>
<p>Dopo aver studiato quale composizione era meglio per quel tipo di giornata, ho fatto uno scatto di prova montando esclusivamente il polarizzatore e un filtro digradante. ottenendo questo:</p>
<p><a href="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/387_segni_vento_soft.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-229" title="Segni_vento_soft" src="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/387_segni_vento_soft.jpg" alt="" width="450" height="306" /></a></p>
<p>Quando era arrivata l’ora di preparare lo scatto sono ritornato sullo stesso luogo, ho scelto al stessa composizione e da questo momento in poi non ho più mosso ne la reflex ne il treppiedi, ho montato l’holder e ho optato per un digradante hard da 3 stop, dopo aver posizionato il filtro digradante come reputavo meglio ho staccato l’holder senza però spostare il filtro digradante, poi ho montato il filtro B+W e rimontato l’holder con il digradante facendo attenzione a non spostare quest’ultimo.</p>
<p>Per quanto riguarda l’esposizione invece, una volta che avevo montato tutti i filtri ho impostato l’obbiettivo alla massima apertura e impostato il valore massimo degli ISO, seguendo le indicazione dell’esposimetro ho impostato il tempo, sovraesponendo di circa 1 stop, in seguito ho letto l’istogramma e impostato gli iso a 100 e l’apertura del diaframma che desideravo, poi ho calcolato quanti stop di iso e di diaframma avevo “sottratto” e gli ho aggiunti al valore del tempo.</p>
<p>Una volta finito di fare il calcolo speravo di aver sbagliato, ma lo rifeci è il tempo calcolato era di 530 secondi! Quindi dovevo stare per circa 9 minuti fermo ad aspettare! Mi misi l’anima in pace e feci partire l’esposizione, il brutto è che dopo questi 9 minuti la foto era chiaramente sottoesposta, quindi rifeci l’esposizione questa volta aggiungendo 20 secondi, quindi in totale 550 secondi, questa volta la foto era esposta meglio (qualche secondo in più non avrebbe guastato).</p>
<p>Il processo per fotografare con questo filtro può sembrare molto difficile e perditempo, ma una volta che si impara ad usare il calcolo dell’esposizione viene automatico, anche se bisogna tenere conto del difetto di reciprocità.</p>
<p>Uno dei difetti di questo filtro è che può rendere molto foto simili, quindi è facile fare foto che si assomigliano tra loro, tuttavia le possibilità che dà sono davvero interessanti.</p>
<p>Ps:quando avete in mente di usarlo, portatevi con voi un libro o della musica avrete tempo di leggere o ascoltare!</p>
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		<title>Eppur si vive</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 09:34:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[RACCONTA FOTO]]></category>
		<category><![CDATA[Eppur si vive]]></category>
		<category><![CDATA[Monte Nerone]]></category>
		<category><![CDATA[raccontafoto]]></category>

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		<description><![CDATA[...Ci sono alcune foto che rimangono nei nostri ricordi meglio di altre
Magari sono foto di un luogo a noi particolarmente caro, oppure foto fatte in situazioni particolari.
Questa è sicuramente una di quelle foto...
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/eppur-si-vive.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-203" title="eppur-si-vive" src="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/eppur-si-vive.jpg" alt="eppur-si-vive" width="650" height="440" /></a></p>
<p>Ci sono alcune foto che rimangono nei nostri ricordi meglio di altre.</p>
<p>Magari sono foto di un luogo a noi particolarmente caro, oppure foto fatte in situazioni particolari.</p>
<p>Questa è sicuramente una di quelle foto.</p>
<p>Nell’Inverno del 2008/2009 la neve è stata abbondante non solo in alta Italia ma anche nelle vette appenniniche, però per vari motivi non ho avuto molte occasioni per uscire a fotografare.</p>
<p>Verso la fine di febbraio la neve era presente solo ad alte quote, e una volta che si sarebbe sciolta avrei dovuto aspettare il prossimo inverno per fare qualche scatto “invernale”, quindi il Venerdì decisi che la  Domenica sarei andato a fotografare.</p>
<p>Qualche settimana prima, dopo un giro di “perlustrazione” avevo notato due punti interessanti nel Monte Nerone, dove il vento e la neve avevano creato delle forme che avrei voluto fotografare.</p>
<p>Le previsioni non avevano messo un bel tempo, dovrebbe essere stato nuvoloso (al massimo qualche schiarita) quasi tutto il giorno, nonostante questo decisi comunque di andare (anche perché non avrei avuto molte altre occasioni quell’Inverno). La mattina appena svegliato esco e guardo il cielo…come da previsioni, completamente nuvoloso.</p>
<p>Un po’ sconsolato dopo fatto colazione, carico tutta l’attrezzatura in macchina e parto per il Monte Nerone; una delle sensazioni più belle che provo quando vado a fotografare all’alba e la calma che c’è nelle strade….a volte passano chilometri prima di incontrare altri fari!</p>
<p>Mancava poco all’alba e già ero arrivato in uno dei luoghi che avevo “adocchiato” precedentemente, ma purtroppo le nuvole erano troppo fitte e non hanno lasciato passare nemmeno un raggio di Sole, intanto il tempo passava (ma le nuvole rimanevano sempre tali) e incominciavano ad arrivare le prime persone dirette agli impianti sciistici, purtroppo il tempo non era stato dalla mia parte e con un po’ di rammarico decisi di tornare a casa, sistemai tutta attrezzatura nello zaino ed entrai in macchina.</p>
<p>Prima di partire però, decisi di andare verso gli impianti sciistici in cerca di qualche spunto per eventuali scatti futuri, una volta arrivato in quel versante notai subito un albero solitario che si trovava poco sopra gli impianti, ma in una collina “abbandonata” dove nessuno sciava, visto che mi trovavo li decisi di provare qualche scatto, allora preparai nuovamente tutto quanto.</p>
<p>Ero intenzionato a fare qualche scatto al tronco dell’albero e sullo sfondo mettere la neve ma quando ero quasi arrivato alla base dell’albero il Sole trovò uno squarcio lasciato dalle nubi, l’alberò proiettava la sua ombra sulla neve, allora feci qualche passo indietro e, sapendo che non avrei avuto molto tempo a disposizione, curai al massimo la composizione e ho sottoesposto leggermente per evitare di bruciare le molte parti bianche, riuscii a fare pochi scatti, poi il Sole tornò a nascondersi dietro alle nuvole.</p>
<p>Ero partito con l’idea di fare una foto totalmente diversa da questa, volevo un primo piano con delle textur molto presenti e un cielo interessante, ma la situazione di luce non me lo ha permesso, però d’altra parte ho potuto fare una tra le foto a cui sono più affezionato, l’albero solitario (e inoltre spoglio) risaltava benissimo contro lo sfondo chiaro formato da neve e cielo, inoltra quei raggi di luce che hanno illuminato l’albero hanno reso possibile che la sua ombra era ben visibile sulla neve aggiungendo così una maggiore tridimensionalità alla scena.</p>
<p>Pochi elementi molto intensi che mi hanno subito mandato un messaggio chiaro, nonostante tutto (freddo, solitudine ecc…) si va avanti!</p>
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		<title>Risveglio</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 10:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[RACCONTA FOTO]]></category>
		<category><![CDATA[Campotosto]]></category>
		<category><![CDATA[raccontafoto]]></category>
		<category><![CDATA[Risveglio]]></category>

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		<description><![CDATA[...Nel Luglio del 2009 ho fatto un week-end dedicato completamente alla fotografia tra Marche e Abruzzo; ho visitato due dei parchi più belli del Centro Italia, quello dei Monti sibillini e quelle del Gran Sasso....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/305_risveglio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-144" title="Risveglio" src="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/305_risveglio.jpg" alt="Risveglio" width="650" height="440" /></a></p>
<p>Nel Luglio del 2009 ho fatto un week-end dedicato completamente alla fotografia tra Marche e Abruzzo.</p>
<p>Ho visitato due dei parchi più belli del Centro Italia, quello dei Monti sibillini e quelle del Gran Sasso.</p>
<p>Lo scatto di cui parlerò in questo articolo riguarda il Lago di Campotosto, che rientra appunto nel parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.</p>
<p>Tutte le stagioni sono ottime per fare foto paesaggistiche 8anche se l’autunno ha dalla sua le nebbie e i colori) ma uno dei “difetti” dell’estate (stagione in cui è stata scattata questa foto) sono sicuramente gli orari proibitivi dell’alba!</p>
<p>Solitamente nel periodo di Luglio il Sole sorge intorno alle 5/5.30, Questo vuol dire che tra sveglia, colazione e preparazione io mi devo svegliare circa un’ora prima dell’alba (poi in questo caso ero già sul luogo altrimenti devo mettere in conto anche il tempo per arrivare sul luogo). Fortunatamente questo week-end l’ho fatto in camper, quindi non dovevo mettere in conto lo spostamento.</p>
<p>Partiti alla notte di Venerdì siamo arrivati poco prima dell’alba alle piane di Castelluccio dove abbiamo trascorso tutta la giornata fino al tramonto, dopodiché quando già era buio, abbiamo deciso di partire e passare la notte lungo il lago di Campotosto.</p>
<p>E Qua incomincia l’avventura ( o la disavventura dipende dai punti di vista.)</p>
<p>Forse per la stanchezza, o forse per la troppa fiducia nel navigatore satellitare fatto sta che abbiamo seguito pari pari quello che diceva il “fedele” compagno di viaggio, il dubbio che avevamo sbagliato strada ci è venuto quando ci siano ritrovato a guidare in una strada stretta e abbastanza malridotta, con sassi e tronchi lungo la corsia, essendo la strada veramente stretta eravamo impossibilitati a fare manovra e tornare indietro, quindi abbiamo continuato con la speranza che questa strada si congiungesse con un&#8217;altra. Guardando la mappa nel navigatore ci siamo resi conto che prima di un incrocio con un&#8217;altra strada dovevamo guidare per parecchi chilometri.</p>
<p>Dopo parecchie ore e chilometri arriviamo finalmente in vista del lago, passiamo anche per il paesino di Campotosto (qui sono ancora ben visibili i segni del devastante terremoto del 6 Aprile), poi appena troviamo un punto interessante per fotografare l’alba ci fermiamo e crolliamo nei nostri letti.</p>
<p>La mattina seguente la sveglia suona alle 04.30, Io ero davvero stanco avevo dormito poche ore, quindi considerando che ero molto vicino al luogo in cui volevo fotografare decido che restare dieci minuti in più nel letto non sia una brutta idea…già…dici minuti non erano una brutta idea, ma un’ora in più era una pessima idea! Mi sveglio e noto che la luce fuori è quella di mattina presto, non quella prima dell’alba! Un po’arrabbiato con me stesso mi vesto e scendo nelle rive del lago…immagino che l’alba sia stata molto bella, l’aria è limpida e ci sono alcune nuvole nel cielo…</p>
<p>Nonostante sia estate, il giubbotto, cappello e guanti sono risultati davvero comodi ( soprattutto caldi), usando la bussola mi rendo conto dove il Sole si sposterà, quindi trovo un posto lungo la riva dove è presente un piccolo rigagnolo d’acqua, aspetto che il Sole che appare dietro le montagne illumini un po’ di costa, e faccio alcuni scatti…Ecco il mio RISVEGLIO di quel giorno!</p>
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		<title>Il silenzio del mare</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 23:52:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[RACCONTA FOTO]]></category>
		<category><![CDATA[Casteldimezzo]]></category>
		<category><![CDATA[raccontafoto]]></category>
		<category><![CDATA[SILENZIO DEL MARE]]></category>

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		<description><![CDATA[...Ero indeciso su quale foto usare per aprire questa sezione…ma sfogliando la galleria mi fermavo sempre su questa, quindi ho deciso di aprire la sezione con questo scatto...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_124" class="wp-caption aligncenter" style="width: 660px"><a href="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/silenzio_mare.jpg"><img class="size-full wp-image-124" title="Il silenzio del mare" src="http://www.fabiophoto.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/silenzio_mare.jpg" alt="Il silenzio del mare" width="650" height="442" /></a><p class="wp-caption-text">Il silenzio del mare</p></div>
<p>Ero indeciso su quale foto usare per aprire questa sezione…ma sfogliando la galleria mi fermavo sempre su questa, quindi ho deciso di aprire la sezione con questo scatto.</p>
<p>Per svariati motivi sono molto affezionato a questa foto, vuoi perché di scatti “marini” dalle mie parti non è semplice farli (per via delle location poco interessanti), vuoi perché per arrivare al luogo della foto (la baia di Casteldimezzo) si passa da una stradina stretta e molto ripida (questo aggiunge ancora più “avventura” alla foto)….insomma ci sono diversi elementi che mettono questa foto tra le mie preferite, ma sicuramente quello che più mi entusiasma è ricordare come ho fatto questa foto…</p>
<p>Era uno dei primi giorni che andavo a fotografare al mare, non mi entusiasmavano tanto i paesaggi presenti sulla costa di Pesaro (dopo la scoperta di questa baia ho cambiato idea) quindi ho prediletto sempre soggetti montani.</p>
<p>Come al solito mi sono recato sul luogo abbastanza prima del tramonto, in modo tale da studiarmi varie composizioni. Una volta arrivato rimasi molto colpito dalla bellezza del paesaggio…non avrei mai creduto che a pochi chilometri di distanza dalle affollate spiagge delle riviera ci potesse essere un luogo del genere…</p>
<p>Ero troppo contento…mi spostavo in continuazione da una parte e dall’altra…senza prestare molta attenzione alla composizione…</p>
<p>Tra uno scatto e l’altro si era avvicinata l’ora del tramonto e sinceramente non ero per nulla soddisfatto delle foto che avevo scattato, così una volta che il sole era tramontato rimisi tutta l’attrezzatura nello zaino e mi avviai verso la macchina…ma subito mi bloccai perché una volta girato mi sono accorto che le nuvole che prima erano alle mie spalle si erano letteralmente tinte dei colori del tramonto, allora nuovamente di fretta ripresi tutto il necessario (treppiedi, fotocamera e filtri) e correndo andai in un punto in cui avevo scattato precedentemente usando pressappoco la stessa composizione…riuscii a fare solo 2 scatti (uno verticale e questo) poi i colori svanirono…Così ero sicuramente soddisfatto!</p>
<p>Credo che questo scatto sia caratterizzato da due fattori (che d’altronde si possono collegare tra loro) l’inesperienza e la fortuna.</p>
<p>Si,  perché ero andato in questo posto senza calcolare la minima cosa, come la posizione del Sole, le maree, la geografia…e sono stato fortunato ad imbeccare in una situazione di colori molto bella e perdi-più con un mare moderatamente mosso.. Adesso mi capita raramente di andare in un posto per fotografarlo senza aver prima studiato queste cose, questo è uno scatto fortunato che comunque mi soddisfa…ma credo sia più soddisfacente uno scatto pensato…poi la fortuna può sempre giocare degli ottimi scherzi!</p>
<p>Infine il titolo: IL SILENZIO DEL MARE credo sia uno degli ossimori più usati però per questa foto è proprio adatto…</p>
<p>Il mare (soprattutto quello di quel giorno) non è silenzioso, oltre alle onde ha con se il suono della gente che ci cammina,  dei gabbiani…ma Casteldimezzo (soprattutto in Inverno) è un luogo in cui non c’è molta gente e se quel giorno si provava a fermarsi e chiudere gli occhi…</p>
<p>Sembrava tutto molto silenzioso</p>
<p>Alla prossima!!</p>
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